Torna nelle vetrine delle librerie
italiane l’ennesima fatica letteraria dell’autrice Philippa Gregory. L’opera si
intitola “ La sesta moglie” ed è edita dalla casa editrice Sperling&
Kupfer, costo al pubblico euro 19,90.
L’autrice torna dunque alla ribalta
con uno splendido ritratto storico e sociale che prende in considerazione
l’ampolloso e alquanto discutibile mondo del controverso sovrano inglese Enrico
VII. La Gregory nella sua prolifica carriera aveva già dedicato una serie di
libri intorno a questa figura: qui focalizza la sua vena artistica su Caterina
Parr, nobildonna nota alle cronache per essere stata l’ultima consorte e
vittima sacrificale del tanto famigerato sovrano, uomo così facile al
matrimonio quanto al divorzio!
Il
racconto, così ben confezionato e coinvolgente, prende dunque il via quando
Caterina, appena trentenne, si trova per ben due volte vedova di matrimoni
insipidi ed imposti dalla di lei famiglia, come l’etichetta del tempo imponeva.
Anche
se già dalla lettura delle prime pagine di quest’opera si comincia piano piano
a respirare una certa atmosfera di rinascita. Infatti il lettore prende per
mano una giovane donna di alto lignaggio in prenda ad una sorta di felice
ubriachezza, perché sinceramente contenta e coinvolta in una meravigliosa
relazione con un notabile della corte inglese.
Questo
per Caterina è un amore sincero, puro: una specie di orgia di sensi e di
passioni che per la prima volta nella sua giovane vita la fa sentire finalmente
viva ed appagata. E per questa ragione i due stessi amanti decidono di tenere
la loro liaison amorosa segreta, cullandola come il più bel tesoro al mondo.
Purtroppo come vuole la
consuetudine questo meraviglioso idillio viene sempre imbastardito da una forza
negativa atta a scardinare una volta per tutte la felicità altrui ed in questo
specifico caso la negatività è rappresentata dall’ingombrante Enrico VIII,
sovrano inglese.
L’uomo già famoso alle cronache del
tempo per avere seppellito la bellezza di quattro mogli non ci mette poco ad
accorgersi del fascino e della genuina beltà di quella dama e, dopo aver ceduto
al suo fascino, in quattro e quattr’otto le chiede, con quella certa supponenza
di colui che può tutto, di sposarlo.
Va da sé che ogni regale desiderio
deve per volontà divina avere certa soddisfazione e per questa ragione quale
donna sana di mente avrebbe il coraggio e l’impudenza di declinare tale
richiesta? E per giunta una richiesta presentata con un gran ardore da un
regnante senza scrupoli, quale era senza ombra di dubbio il medesimo
discendente dei Tudor!
Così la nostra eroina non può fare
altro che immolarsi al destino beffardo e convolare a nozze con quell’orco
senza scrupoli.
Infatti
Enrico è un uomo ispido che mette soggezione e paura, un losco individuo senza
arte né parte. Ma Caterina non è nata ieri e non è neppure stupida riesce a
trovare la chiave giusta per affrontare ed ammorbidire l’irascibile ed umorale
consorte, cosa che mai le altre mogli erano riuscite a fare.
Lei
però ha una marcia in più: non solo l’avvenenza, l’educazione; ma soprattutto è
autonoma, intellettualmente curiosa e inaspettatamente brillante. E per questa
ragione lei come regina conquista tutta la sua corte e tutto il suo popolo.
Inoltre
Caterina ha il giusto merito di aver riportato la pace famigliare a corte
facendovi rientrare dalla porta principale
i figli di Enrico precedentemente allontanati : Elisabetta, Maria ( poi
future regine) e Edoardo.
La sovrana è anche importante come
ricorda la stessa scrittrice nel suo capolavoro perché ha dato vita ad un
famoso cenacolo culturale, favorevole alla riforma protestante. Cenacolo in cui
le menti più illustri del tempo facevano a gara per potervi entrare a far
parte.
Nel momento in cui il sovrano
Enrico VIII era assente da corte per impegni inderogabili, è la stessa Caterina
Paar ad assumere ad interim incombenze e potere decisionale.
Nessuno però tra i notabili di
corte può perdonare ad una donna così tanto successo e potere e per questa
ragione attorno a lei si crea un’invisibile coltre di inimicizia.
Tanto è vero che la medesima verrà
accusata di eresia e rischierà di finire sul rogo se non troverà il modo di
dimostrare la propria innocenza e buona fede al marito.
Come
nella sua produzione precedente che prende in esame, in un modo
particolareggiato e ben ponderato, la storia della corona britannica in forma
di romanzo, anche questa volta l’autrice, Phlippa Gregory, compie una sorta di
fantasmagorico viaggio tra storia e fantasia, dando così vita ad una
spettacolare ed appassionante vicenda, dove la suspense la fa davvero da
padrone
Un
romanzo dal profumo retrò che paradossalmente possiede un senso di modernità
inaspettato, infatti presenta la figura femminile rileggendola in chiave quasi
contemporanea.
Caterina
diviene così eroina e vittima sacrificale allo stesso tempo, amica e
spauracchio del genere maschile!
Philippa Gregory è non solo grande
scrittrice di successo, ma anche giornalista radiotelevisiva. Vive con la sua
famiglia nello Yorkshire, in Iinghilterra.

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