Il protagonista assoluto de “ L’ultimo
giro della notte”, capolavoro dello scrittore statunitense Michael Connelly,
edito dalla Casa Editrice Piemme, prezzo al pubblico di euro 19.90; è Renée
Ballard, una investigatrice originaria di Los Angeles. In origine la donna
lavorava come cronista di nera presso un noto giornale; poi stanca di scrivere
di delitti, si accorge, nel suo più intimo inconscio, di quel desiderio
smisurato di indossare la divisa, per diventare, a tutti gli effetti, parte
pulsante di quelle medesime storie da lei scritte con tanta partecipazione.
Come se volesse in un certo senso esorcizzare tutte quelle brutture e tutte
quelle nefandezze che la sua penna in tanti anni di onorato servizio ha dovuto
descrivere per informare a dovere la medesima opinione pubblica.
La
detective americana, donna di grande carattere e di forte tempra, viene
certamente presentata dallo stesso autore americano con meravigliosa dovizia di
particolari e con una sequela di fini artefici letterari che, grazie al loro
carisma e alla loro forza empatica, la presentano come una figura assai
intelligente e dotata di grande fiuto, capace di stare alla pari con i suoi
stessi colleghi in un mondo ancora prettamente maschile e maschilista. Ed
infatti la nostra intrepida Renée diviene in poco tempo una risorsa di
prestigio presso la Omicidi. Poi, però, come un fulmine a ciel sereno, la sua
promettente carriera subisce una dura battuta d’arresto. Il motivo? La matassa
presto dipanata!
A
causa di un’ indagine poco felice ed assai complicata anche per la più
brillante mente pensante, l’indomito funzionario in gonnella tira fuori “ gli
attributi” e mostra ai suoi superiori
una certa insofferenza nel rispettare le regole del gioco, suscitando così lo
storcimento di naso dei suoi colleghi, che ne approfittano subito per farle le
scarpe. E lei, ingiustamente punita e pungolata nel suo orgoglio, con il
compagno Jenkins, verrà relegata al turno dei notte, subendo un torto
inqualificabile ed un’onta difficile da digerire.
Quindi i due eroi per caso si vedranno
dunque costretti, nolente e volente, a fare quello che nel gergo della polizia
viene denominato “ l’ultimo spettacolo” ovvero seguire forzatamente un crimine
che, comunque vada, alle sette della mattina seguente dovrà passare, come una
sorta di testimone forzato, ai loro colleghi di serie A. Inutile dire che per
Renée questa decisione presa a tavolino rappresenti una sorta di grave
sconfitta emotiva, non solo come funzionario di polizia, ma soprattutto come
donna, che ogni giorno deve farsi valere in quel piccolo microcosmo declinato
al maschile.
Ebbene sì! Questo accadimento,ossia il fatto di non vedere la conclusione del
crimine stesso, suscita inevitabilmente nella già provata psiche della Ballard
e socio una sorta di limite invalicabile e di struggimento interiore, perché
viene minata l’autostima medesima di due persone che fondamentalmente fanno
della loro professione una sorta di credo, una specie di mantra irrinunciabile.
Ma
una notte, come in un gioco ad incastro di fluttuanti ombre cinesi, le cose per
i nostri due eroi vanno improvvisamente complicandosi e nello stesso tempo
giocando a loro favore; poiché inaspettatamente vengono chiamati sul luogo di
due delitti, apparentemente slegati l’uno dall’altro. Ma le cose, come il più
delle volte, non sono mai come sembrano! E questa strana coppia ne è ben
consapevole.
Da
una parte viene trovato il corpo inerme di un travestito picchiato selvaggiamente
che viene abbandonato moribondo –senza pietà- su di una spiaggia; dall’altra,
in contemporanea, ci si trova di fronte ad un’avvenente attricetta che viene
trovata cadavere in un noto locale di Hollywood.
Renée
e socio, infischiandosi, come di costume, della loro alquanto traballante
reputazione e delle procedure standard,
intuiscono che in realtà queste due macabre storie del quotidiano presentano
una sottile ed indissolubile connessione. Quindi va da sé che l’investigatrice
decide di indagare ad ogni costo e di andare fino in fondo, anche scontrandosi
con gli stessi superiori.
Questo romanzo rappresenta un vero caso
letterario, perché, fin dalla sua prima comparsa sul mercato americano, si è
meritato il titolo di numero uno nelle classifiche del New York Times.
La cosa che colpisce maggiormente ne
“l’ultimo giro della notte” è dunque la presenza di questa nuova ed
accattivante detective: una donna tosta, caparbia e risoluta, destinata per
queste ragioni a prendere il posto dell’investigatore Harry Bosch, lo storico
protagonista della maggior parte dei capolavori ad alta tensione di Connelly,
dal quale lo stesso autore si è congedato, con una certa emozione, nel 2018 con
la pubblicazione de “ il lato oscuro dell’addio”.
Michael
Connelly è nato nel 1956 a Philadelphia, si è laureato in ingegneria. Prima di
essere tradotto in ben 35 lingue e di diventare “maestro” del thriller, lo
scrittore statunitense è stato valente giornalista di cronaca nera presso la
testata “ Los Angeles Times”.

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