Giannutri è la più meridionale fra le sette isole dell'arcipelago toscano e ha una superficie pari a poco più di 2,6 chilometri quadrati.
Sul suo territorio non si trova alcun albergo e le auto non possono circolare.
Le caratteristiche di Giannutri, oggi dipendente dal punto di vista amministrativo dall'isola del Giglio,
la rendono nota soprattutto per l'ambiente naturalistico, nonostante le antiche ed articolate vicende storiche che l'hanno caratterizzata.
I Greci la chiamavano Artemisia e furono senza ombra di dubbio i primi a frequentarla con una certa regolarità; mentre i Romani ravvisandovi una certa somiglianza con la falce lunare la battezzarono Dianium,
Abbandonata in concomitanza con la caduta dell'Impero Romano e popolata da monaci ed eremiti a partire dall'alto medioevo ... oggi l'isola in questione conserva il fascino quasi mitico di un luogo remoto ed appartato, tutto da scoprire e da vivere.
Suo punto di forza è l'essere immersa in un mare incontaminato dove lo stesso scenario è reso ancora più suggestivo dalle alte pareti calcaree delle coste, lungo le quali si aprono numerose grotte e cavità naturali.
Nei dintorni possiamo anche trovare la piccola e suggestiva spiaggia di Cala Maestra, sulla costa Nord-Ovest dell'isola,da qui si può certamente godere di un buon panorama.
Nella stessa località si trovano anche i resti di una elegante villa romana dotata di un quartiere termale ed arricchita di marmi di Luni.
Da decenni Giannutri è completamente disabitata e la leggenda racconta che un tempo fosse il regno di una folta vegetazione che avvolgeva le antiche rovine di una grandiosa villa romana; era misteriosa dimora di folte colonie di gabbiani che animavano il cielo diurno e di berte che inquietavano le notti con i loro strazianti lamenti.
L'isola fu abbandonata nel II° secolo dopo cristo dalla potente famiglia romana dei Domizi Enobardi, per poi divenire dimora e riparo per: pirati, ricercati e monaci solitari.
Alla fine dell'ottocento Gualtiero Adami ex capitano garibaldino accompagnato dall'amante Marietta Moschini si stabilì nella ex villa Enobardi per stessa concessione del Comune di Santo Stefano dell'Argentario.
Secondo i testimoni del tempo i due conducevano una vita ai margini della società: lui aveva avviato alcune coltivazioni e cercato di preservare le rovine archeologiche ... nei momenti di relax leggeva moltissimo, non disdegnando la compagnia del suo amato toscano.
Di contro Marietta tipo alquanto chiuso e silenzioso non si faceva avvicinare da nessuno ed era sempre solita indossare una specie di saio marrone.
Nel 1922 Adami morì e venne sepolto su quell'isola. Da quel momento la sua compagna di vita si diede alla macchia e perse il senno.
I pescatori che sbarcavano sull'isola erano quasi tutti concordi nel raccontare di aver veduto la povera Marietta vagare piangendo ... finché un giorno nessuno più l'avvistò,
Morta? Misteriosamente scomparsa? Nessuno conosce la verità ma da allora tutti giurano di averla vista ancora aggirarsi in quei luoghi sotto forma di fantasma ... e i suoi tristi lamenti vanno così sposandosi in sacre nozze con quelli notturni delle berte.
Sul suo territorio non si trova alcun albergo e le auto non possono circolare.
Le caratteristiche di Giannutri, oggi dipendente dal punto di vista amministrativo dall'isola del Giglio,
la rendono nota soprattutto per l'ambiente naturalistico, nonostante le antiche ed articolate vicende storiche che l'hanno caratterizzata.
I Greci la chiamavano Artemisia e furono senza ombra di dubbio i primi a frequentarla con una certa regolarità; mentre i Romani ravvisandovi una certa somiglianza con la falce lunare la battezzarono Dianium,
Abbandonata in concomitanza con la caduta dell'Impero Romano e popolata da monaci ed eremiti a partire dall'alto medioevo ... oggi l'isola in questione conserva il fascino quasi mitico di un luogo remoto ed appartato, tutto da scoprire e da vivere.
Suo punto di forza è l'essere immersa in un mare incontaminato dove lo stesso scenario è reso ancora più suggestivo dalle alte pareti calcaree delle coste, lungo le quali si aprono numerose grotte e cavità naturali.
Nei dintorni possiamo anche trovare la piccola e suggestiva spiaggia di Cala Maestra, sulla costa Nord-Ovest dell'isola,da qui si può certamente godere di un buon panorama.
Nella stessa località si trovano anche i resti di una elegante villa romana dotata di un quartiere termale ed arricchita di marmi di Luni.
Da decenni Giannutri è completamente disabitata e la leggenda racconta che un tempo fosse il regno di una folta vegetazione che avvolgeva le antiche rovine di una grandiosa villa romana; era misteriosa dimora di folte colonie di gabbiani che animavano il cielo diurno e di berte che inquietavano le notti con i loro strazianti lamenti.
L'isola fu abbandonata nel II° secolo dopo cristo dalla potente famiglia romana dei Domizi Enobardi, per poi divenire dimora e riparo per: pirati, ricercati e monaci solitari.
Alla fine dell'ottocento Gualtiero Adami ex capitano garibaldino accompagnato dall'amante Marietta Moschini si stabilì nella ex villa Enobardi per stessa concessione del Comune di Santo Stefano dell'Argentario.
Secondo i testimoni del tempo i due conducevano una vita ai margini della società: lui aveva avviato alcune coltivazioni e cercato di preservare le rovine archeologiche ... nei momenti di relax leggeva moltissimo, non disdegnando la compagnia del suo amato toscano.
Di contro Marietta tipo alquanto chiuso e silenzioso non si faceva avvicinare da nessuno ed era sempre solita indossare una specie di saio marrone.
Nel 1922 Adami morì e venne sepolto su quell'isola. Da quel momento la sua compagna di vita si diede alla macchia e perse il senno.
I pescatori che sbarcavano sull'isola erano quasi tutti concordi nel raccontare di aver veduto la povera Marietta vagare piangendo ... finché un giorno nessuno più l'avvistò,
Morta? Misteriosamente scomparsa? Nessuno conosce la verità ma da allora tutti giurano di averla vista ancora aggirarsi in quei luoghi sotto forma di fantasma ... e i suoi tristi lamenti vanno così sposandosi in sacre nozze con quelli notturni delle berte.

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