recensione


Tante volte può davvero accadere che la veridicità stessa di un accadimento possa generare una sorta di timore che va oltre la drammaticità di una squallida menzogna. Infatti dal giorno in cui il suo promesso consorte, il ben conosciuto filantropo Hunter Raleigh III, viene trovato misteriosamente senza vita, steso inerme in una vistosa pozza di sangue, Katherine «Casey» Carter non ha mai finito di proclamarsi non colpevole in merito al mero caso di cronaca. Proprio lei riposava di un sonno profondo nel fatidico momento in cui qualcuno ha tolto la vita al suo amato. Non è stata lei a compiere tale scempio. Nessuno, però, le ha mai dato davvero credito, al contrario per quel vile atto è stata condannata e ha dovuto scontare una pena pari a quindici anni di detenzione. Da quel fatidico giorno, per l’opinione pubblica, è diventata «la Bella Addormentata Assassina».

Il suo ingarbugliamento esistenziale rappresenta in un certo senso fin dal principio dell’intera vicenda narrata il genere di caso giudiziario che va affascinando un’intera nazione.
Lei, bella e seducente esemplare femminile, presenta in sé un indubbio talento emergente nell’affascinante mondo dell’arte, dove la sua garbata bellezza le apre le porte della notorietà.
Lui, il suo adorato innamorato non è altro che un importante rampollo di un’antica e nobile famiglia, dinastia tenuta in gran conto dalla medesima opinione pubblica sempre impegnata nella difficile e delicata arte della politica.

Le prime pagine dei giornali di questo assassinio così truce e spietato ne avevano dunque trattato senza sosta per mesi e mesi e anche oggi, alla notizia della scarcerazione della giovane donna, la storia va ripetendosi.
La donna è ben consapevole che, seppur fuori da una cella e senza manette, non avrà di certo mai la sensazione di leggerezza fisica e psicologica di una persona finalmente libera: lei è semplicemente il mostro e su di lei, come spada di Damocle, peserà sempre il sospetto di essere personaggio oscuro e malvagio.
E allora che fare?

L’unica reale possibilità, affinché questo personaggio femminile possa dimostrare la sua innocenza e affrancarsi una volta per tutte, riabilitando così l’onorabilità del suo nome, sembra essere quella di partecipare alla seguitissima trasmissione televisiva Under Suspicion.
Un programma cult che si regge su delle vere e proprie indagini inerenti a vecchi casi che nessuno ha avuto la caparbietà e la costanza di risolvere, svelando arcani e segreti di situazioni inimmaginabili.
La produttrice di questo show televisivo è Laurie Moran, una donna giovane e assai energica che da subito si dimostra dalla parte di Katherine: infatti sarà proprio lei a credere fermamente nella sua innocenza e si farà così in quattro per lei, decidendo di aiutarla senza alcuna riserva
Ma la cosa non è decisamente facile, anzi, al contrario, è più difficile del previsto: mancano delle valide prove in grado di scagionarla in via defintiiva, non ci sono dei veri e propri testimoni che siano attendibili e utili al riscatto della “bella addormentata assassina”, e soprattutto non ci sono altre piste valide e utili da cavalcare.
C’è solo la parola dell’indagata contro quella dell’accusa!

È dunque un meraviglioso thriller in grado di catturare il lettore, lasciandolo a bocca aperta e intrigandolo sempre più in un allucinante vortice di cattivi pensieri, di domande psicologiche e di paure angoscianti.



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