Caterina, storia di una donna moderna alla corte di Enrico VIII

Caterina, storia di una donna moderna alla corte di Enrico VIIITorna nelle vetrine delle librerie italiane la nuova fatica letteraria dell’autrice Philippa Gregory. L’opera s’intitola La sesta moglie ed è pubblicata dalla casa editrice Sperling& Kupfer, nella traduzione di M. Deppisch.

L’autrice torna dunque alla ribalta con uno splendido ritratto storico e sociale che prende in considerazione l’ampolloso e alquanto discutibile mondo del controverso sovrano inglese Enrico VIII. Gregory nella sua prolifica carriera aveva già dedicato una serie di libri a questa figura: qui focalizza la sua vena artistica su Caterina Parr, nobildonna nota alle cronache per essere stata l’ultima consorte e vittima sacrificale del tanto famigerato sovrano, uomo così facile al matrimonio quanto al divorzio.

Il racconto, così ben confezionato e coinvolgente, prende dunque il via quando Caterina, appena trentenne, si trova per ben due volte vedova di matrimoni insipidi e imposti dalla di lei famiglia, come l’etichetta del tempo imponeva.

 

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Anche se già dalla lettura delle prime pagine di quest’opera si comincia gradualmente a respirare una certa atmosfera di rinascita. Il lettore prende per mano infatti una giovane donna di alto lignaggio in prenda a una sorta di felice ubriachezza, perché sinceramente contenta e coinvolta in una meravigliosa relazione con un notabile della corte inglese.

Questo per Caterina è un amore sincero, puro: una specie di orgia di sensi e di passioni che per la prima volta nella sua giovane vita la fa sentire finalmente viva e appagata. E per questa ragione i due stessi amanti decidono di tenere la loro liaison amorosa segreta, cullandola come il più bel tesoro al mondo.

Come vuole la consuetudine questo meraviglioso idillio purtroppo viene imbastardito da una forza negativa atta a scardinare una volta per tutte la felicità altrui. E in questo specifico caso la negatività è rappresentata dall’ingombrante Enrico VIII, sovrano inglese.

L’uomo già famoso alle cronache del tempo per avere seppellito la bellezza di quattro mogli non ci mette poco ad accorgersi del fascino e della genuina beltà di quella dama e, dopo aver ceduto al suo fascino, in breve le chiede, con quella certa supponenza di colui che può tutto, di sposarlo.

Caterina, storia di una donna moderna alla corte di Enrico VIII

Va da sé che ogni regale desiderio deve per volontà divina avere certa soddisfazione e per questa ragione quale donna sana di mente avrebbe il coraggio e l’impudenza di declinare tale richiesta? E per giunta una richiesta presentata con gran ardore da un regnante senza scrupoli, quale era senza ombra di dubbio il medesimo discendente dei Tudor.

Così la nostra eroina non può fare altro che immolarsi al destino beffardo e convolare a nozze con quell’orco senza scrupoli.

Enrico è infatti un uomo ispido che mette soggezione e paura, un losco individuo senza arte né parte. Ma Caterina non è nata ieri e non è neppure stupida, riesce a trovare la chiave giusta per affrontare e ammorbidire l’irascibile e umorale consorte, cosa che mai le altre mogli erano riuscite a fare.

Lei però ha una marcia in più: non solo l’avvenenza, l’educazione; ma soprattutto è autonoma, intellettualmente curiosa e inaspettatamente brillante. E per questa ragione come regina conquista tutta la corte e tutto il popolo.

Caterina ha il giusto merito di aver riportato la pace famigliare a corte facendovi rientrare dalla porta principale i figli di Enrico precedentemente allontanati: Elisabetta, Maria (poi future regine) e Edoardo.

La sovrana è anche importante come ricorda la stessa scrittrice perché ha dato vita a un famoso cenacolo culturale, favorevole alla riforma protestante. Cenacolo in cui le menti più illustri del tempo facevano a gara per potervi entrare a far parte.

Caterina, storia di una donna moderna alla corte di Enrico VIII

Nel momento in cui il sovrano Enrico VIII era assente da corte per impegni inderogabili, è la stessa Caterina Paar ad assumere ad interim incombenze e potere decisionale.

Nessuno però tra i notabili di corte può perdonare a una donna così tanto successo e potere e per questa ragione attorno a lei si crea un’invisibile coltre d’inimicizia.

Tanto è vero che la medesima verrà accusata di eresia e rischierà di finire sul rogo se non troverà il modo di dimostrare la propria innocenza e buona fede al marito.

Come nella sua produzione precedente che prende in esame, in un modo particolareggiato e ben ponderato, la storia della corona britannica in forma di romanzo, anche questa volta Phlippa Gregory compie una sorta di fantasmagorico viaggio tra storia e fantasia, dando così vita a una spettacolare e appassionante vicenda, dove la suspense domina.

 

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Un romanzo dal profumo retrò che paradossalmente possiede un senso di modernità inaspettato, infatti presenta la figura femminile rileggendola in chiave quasi contemporanea.

Caterina diviene così eroina e vittima sacrificale allo stesso tempo, amica e spauracchio del genere maschile.


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